Come scegliere un motore chirurgico

I motori chirurgici sono dispositivi utilizzati per eseguire interventi di chirurgia ossea e, in quanto tali, trovano impiego principalmente in chirurgia ortopedica, umana e veterinaria, in traumatologia, neurologia e chirurgia ORL. Più precisamente, permettono di realizzare operazioni di foratura, alesatura, segatura e avvitamento.

Motori chirurgici: accedi ai prodotti

  • Motori chirurgici: quale scegliere?

    Per fare una scelta che risponda alle vostre esigenze dovrete prendere in considerazione i seguenti parametri:

    • Applicazioni: questi utensili, pur essendo utilizzati con maggior frequenza in microchirurgia, e in particolare in microneurologia e microchirurgia ORL, trovano impiego per operazioni su ossa lunghe nell’ambito della traumatologia e della chirurgia ortopedica.
    • Ergonomia, soprattutto in termini di peso dello strumento: un motore chirurgico compatto e leggero è più maneggevole e offre un maggiore comfort di utilizzo, soprattutto durante le operazioni lunghe.
    • Forma dello strumento: alcuni motori chirurgici, destinati ad essere usati in operazioni su ossa lunghe o in traumatologia, sono a forma di pistola. I motori chirurgini a forma di penna, invece, sono più adatti per la microchirurgia e per le operazioni da realizzarsi su ossa piccole.

    Esistono peraltro criteri di scelta meno importanti, ma che vi consigliamo tuttavia di tenere in considerazione:

    • Tipo di alimentazione: i motori chirurgici si distinguono tra loro in motori ad alimentazione pneumatica ed elettrica. I motori chirurgici elettrici, a loro volta, possono avere un’alimentazione di rete o a batteria (vedi punto n. 3).
    • Versatilità del dispositivo: alcuni motori chirurgici permettono di combinare diverse funzioni e di trasformarsi quindi, a seconda delle esigenze, in sega, alesatore o trapano. In questo caso, per avere a propria disposizione ogni volta uno strumento diverso, basterà sostituire la testa del dispositivo. Altri modelli, invece, hanno un’unica funzione.
    • Livello di rumore del dispositivo in funzione: alcuni modelli sono rumorosi e possono disturbare il lavoro del chirurgo o aumentarne il livello di stress durante l’intervento. È quindi preferibile scegliere un modello silenzioso, a condizione, naturalmente, che il vostro budget ve lo consenta.
    • La presenza di un doppio grilletto: permette di cambiare la direzione di avvitamento e/o foratura tramite una semplice pressione delle dita.
  • Quali sono le principali caratteristiche e applicazioni dei motori chirurgici?

    A seconda dell’uso a cui destinato, un motore chirurgico avrà caratteristiche diverse, ad esempio in termini di potenza, di autonomia e di compatibilità a vari accessori.

    • Potenza: la potenza dei motori chirurgici destinati alla traumatologia o alla chirurgia veterinaria per animali di grandi dimensioni è decisamente maggiore rispetto a quella di altri dispositivi. Nell’ambito della microchirurgia, ad esempio, la potenza è un criterio di scelta secondario. È interessante notare che i motori chirurgici di ultima generazione proposti sul mercato offrono spesso un miglior rapporto peso/potenza.
    • Autonomia (nel caso dei dispositivi a batteria): i chirurghi che debbano realizzare operazioni lunghe si orienteranno verso modelli con maggiore autonomia. Per ovvie ragioni, inoltre, la batteria del dispositivo dovrà essere compeletamente carica prima dell’inizio dell’operazione. Va notato che le batterie sterili o asettiche agli ioni di litio aumentano il peso dell’utensile anche se gli ultimi modelli tendono a fornire un interessante rapporto peso/potenza.
    • Accessori disponibili/versatilità del dispositivo: molti tra i dispositivi destinati all’ortopedia e alla traumatologia sono proposti sul mercato con una serie di accessori, come ad esempio diverse punte da trapano con diametri diversi. All’estremità di questi apparecchi, infatti, possono essere fissate teste diverse a seconda dell’applicazione, come un alesatore, un cacciavite o una sega sternale oscillante.
  • Quali sono i diversi tipi di alimentazione dei motori chirurgici?

    Motori chirurgici della marca Stryker

    Esistono tre tipi principali di alimentazione elettrica:

    • Alimentazione pneumatica: gli apparecchi ad aria compressa offrono diversi vantaggi, come l’alimentazione centralizzata, l’assenza di rischi di elettrocuzione e una maggiore durata di vita. Tuttavia, questi modelli possono essere utilizzati esclusivamente nelle sale operatorie debitamente attrezzate, ossia in cui sia già presente un impianto ad aria compressa. Inoltre, il chirurgo sarà costretto a realizzare l’operazione con un utensile permanentemente collegato a un cavo.
    • Alimentazione elettrica su rete: questi apparecchi sono generalmente un po’ più economici. La loro durata di vita, tuttavia, è leggermente inferiore a quella degli apparecchi ad aria compressa. La presenza di un cavo di alimentazione fa sì che questi motori chirurgici non sono necessariamente più ergonomici dei modelli pneumatici.
    • Alimentazione elettrica a batteria : sono particolarmente pratici perché, non avendo cavi, permettono una maggiore facilità e libertà di movimento. Spesso, però, sono più pesanti da maneggiare. Quest’ultimo fattore può rappresentare un serio inconveniente qualora il chirurgo debba realizzare operazioni molto sensibili, ad esempio in ambito neurologico, oppure in occasione di interventi di lunga durata. I modelli a batteria, inoltre, dovranno essere ricaricati prima di ogni utilizzo e, a titolo di precauzione, il chirurgo prevederà di avere sempre una batteria carica di riserva.
  • Quali sono le funzionalità dei motori chirurgici?

    Motore chirurgico a batteria della marca Aesculap

    La maggior parte dei motori chirurgici ha un’estremità smontabile che verrà cambiata a seconda del tipo di operazione da realizzare.

    • Foratura/Avvitamento: il diametro delle punte può essere scelto a seconda delle proprie esigenze, esattamente come su un trapano normale. Alcuni dispositivi, inoltre, hanno un doppio grilletto: uno per azionare la modalità di avvitamento e un altro per realizzare l’operazione opposta. A seconda del modello, inoltre, sarà possibile regolare la velocità di foratura. Questi strumenti sono utilizzati principalmente in chirurgia ortopedica, sia umana che veterinaria.
    • Taglio: questa funzionalità consente di realizzare operazioni come sternotomie, osteotomie nonché la posa di protesi. La potenza di questi motori chirurgici , di conseguenza, è molto elevata.
    • Alesatura: il motore chirurgico permette di realizzare l’alesatura centromidollare di ossa lunghe, l’alesatura dei canali ossei nella chirurgia della cavità posteriore dell’orecchio medio, ecc.
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