Come scegliere una mascherina chirurgica o di protezione respiratoria

Le mascherine usate nel settore medico-ospedaliero si distinguono in mascherine chirurgiche monouso, che non sono dispositivi di protezione individuale, e mascherine di protezione delle vie respiratore, chiamate talora anche maschere respiratorie e, in certi casi, facciali filtranti, destinate sia al personale medico e infermieristico che ai pazienti contagiosi. Queste ultime rientrano nella categoria dei dispositivi di protezione individuale (DPI). In termini di protezione offerta, le mascherine proteggono, a seconda del tipo, contro due diverse forme di contagio: il contagio che avviene tramite goccioline di liquidi biologici e il contagio via aerosol, ossia che avviene tramite particelle più piccole in sospensione nell’aria. A seconda della normativa a cui rispondono e alla loro classe di protezione, le mascherine evitano il contagio da virus di diverso tipo, come CODIV-19 (impropriamente chiamato “coronavirus”), SARS e H1N1.

Maschere di protezione e chirurgiche: accedi ai prodotti

  • Maschere di protezione e chirurgiche: quali scegliere?

     I criteri di scelta delle mascherine di protezione sono diversi: uso specifico, tipo di maschera, livello di protezione richiesto, ecc.

    • Uso previsto: a seconda della professione, dell’ambito di utilizzo e della diffusione o no di malattie contagiose, i pazienti e il personale sanitario indosseranno un determinato tipo di maschera con un determinato livello di protezione piuttosto che un altro.
    • Tipo di maschera: le maschere di protezione si suddividono in mascherine chirurgiche e mascherine di protezione delle vie aeree. Queste ultime rientrano nella categoria dei dispositivi di protezione individuale. Maschere chirurgiche e di protezione rispondono a norme diverse e hanno funzioni diverse. Le maschere chirurgiche, ad esempio, non nascono per proteggere la persona che le indossa, bensì coloro che rischiano di trovarsi nelle sue vicinanze e servono infatti a trattenere gli schizzi di liquidi biologici che l’utilizzatore potrebbero diffondere per via orale. Le maschere di protezione propriamente dette, invece, proteggono coloro che le indossano contro l’inalazione di agenti patogeni trasmessi per via aerea.
    • Livello di protezione: entrambi i tipi di maschere appena citati devono rispondere ad apposite normative e regolamenti che possono variare da un Paese all’altro. Queste normative prevedono a loro volta una distinzione in classi, ognuna delle quali corrisponde a un certo livello di protezione. Prima di procedere all’acquisto di una mascherina di protezione sarà quindi opportuno consultare la normativa in vigore nel proprio Paese.
    • Mascherina monouso o riutilizzabile: le mascherine chirurgiche sono dispositivi monouso mentre quelle di protezione, a seconda del modello, possono essere riutilizzabili. Tra le mascherine riutilizzabili ricordiamo le mascherine filtranti, o facciali filtranti. Come indicato dal loro nome, questi dispositivi di protezione individuale sono dotati di un filtro che, una volta saturo, dovrà essere sostituito.
    • Durata di protezione: la durata della protezione offerta da questi dispositivi dipende dall’utilizzo, varia da un minimo di tre a un massimo di otto ore, ed è sistematicamente indicata dal produttore. Le mascherine più economiche offrono generalmente una durata di protezione inferiore.
    • Comfort: le mascherine vengono prodotti in diverse taglie e si adattano al viso dell’utilizzatore. Sul mercato troverete anche modelli dotati di una valvola di espirazione che migliora il comfort dell’utilizzatore nonché altri modelli che coprono anche gli occhi dell’utilizzatore e garantiscono così una protezione oculare. In quest’ultimo caso si parla di mascherine di protezione integrale.
  • Perché scegliere una mascherina chirurgica?

    Mascherina chirurgica della marca DACH Schutzbekleidung

    Le maschere chirurgiche sono dispositivi monouso che proteggono esclusivamente contro schizzi e goccioline di liquidi biologici, ma non contro gli agenti infettivi in sospensione (aerosol). L’uso di maschere chirurgiche, di conseguenza, non garantisce generalmente la protezione contro un virus.

    Le maschere chirurgiche permettono di:

    • evitare, al momento dell’espirazione dell’utilizzatore, la proiezione di goccioline di saliva o di secrezioni delle vie respiratorie superiori. Indossata dal personale medico, la mascherina chirurgica protegge il paziente e l’ambiente in cui si trova (aria, superfici, materiale, campo operatorio). Indossata dal paziente contagioso, invece, impedisce che questi contagi chi si trova nelle sue vicinanze e che contamini l’ambiente in cui si trova.
    • (nel caso delle mascherine chirurgiche impermeabili) proteggere chi le indossa contro eventuali schizzi di liquidi biologici che potrebbero trasmettere un’infezione. Alcuni modelli sono dotati anche di una visiera per proteggere gli occhi dell’utilizzatore.

    Le maschere chirurgiche possono avere più applicazioni:

    • Chirurgia
    • Odontoiatria
    • Altre procedure mediche.
    • In caso di isolamento
  • Perché scegliere una maschera di protezione?

    Mascherina di protezione N95 della marca 3M

    La maschera di protezione è un dispositivo di protezione individuale (DPI) che evita che l’utilizzatore inali aerosol (polveri, fumi, ecc.), vapori e gas (disinfettanti, gas anestetici) pericolosi per la salute. Questi dispositivi proteggono anche contro gli agenti infettivi trasmissibili per via aerea, e quindi contro i virus di tipo coronavirus (COVID-19, SRAS, H1N1, ecc).

    Le mascherine di protezione si dividono in due categorie: quelle isolanti (di cui non tratteremo in questa guida) e quelle filtranti, chiamate anche facciali filtranti.

    Le maschere di protezione filtranti sono composte da un elemento facciale e da un elemento filtrante. Alcune di queste maschere non hanno un vero e proprio elemento che garantisca la filtrazione perché sono interamente realizzate in un materiale filtrante. Il fatto che la mascherina sia efficace solo contro le particelle o contro certi gas e vapori oppure contro le une e gli altri dipenderà proprio dal tipo di filtrazione offerta.

    Alcuni facciali filtranti, inoltre, sono dotati di una valvola di espirazione che migliora il comfort dell’utilizzatore. La valvola in questione permette in effetti di evitare la formazione di condensa all’interno della maschera o che gli occhiali si appannino, ed aiuta l’utilizzatore a inspirare ed espirare più facilmente.

    Va notato che i facciali filtranti proteggono l’utilizzatore anche contro l’inalazione di agenti infettivi trasmissibili tramite schizzi di materiali biologici.

  • Quali sono le norme applicabili alle mascherine di protezione?

    Maschere chirurgiche e di protezione devono necessariamente rispettare le normative e i regolamenti in vigore nel Paese.

    • Maschere chirurgiche: queste maschere vengono testate nel senso dell’espirazione, ossia dall’interno verso l’esterno. I test valutano l’efficacia della filtrazione batterica e permettono di stabilire la conformità delle mascherine con le seguenti normative:
      • Normativa europea EN 14683: in base a questa normativa il livello di efficacia di una mascherina può essere di quattro tipi: tipo I, tipo II, tipo IR e tipo IIR.
        • Tipo I: efficacia di filtrazione batterica superiore al 95%.
        • Tipo II: efficacia di filtrazione batterica superiore al 98%.
        • Tipo R: la normativa europea prevede anche un test di resistenza alla proiezione, in base al quale le mascherine possono essere di tipo IR e IIR. Le mascherine IIR sono quelle più resistenti.
      • Negli Stati Uniti le maschere chirurgiche devono devono essere soddisfare gli standard previsti dalla normativa ASTM, la quale prevede tre livelli di protezione:
        • Livello 1: basso rischio di esposizione ai fluidi.
        • Livello 2: rischio moderato di esposizione ai fluidi
        • Livello: alto rischio di esposizione ai fluidi.
    • Maschere di protezione: queste mascherine vengono testate nel senso dell’ispirazione, ossia dall’esterno verso l’esterno. I test a cui sono sottoposte valutano l’efficacia del filtro e la tenuta verso l’interno della mascherina.
      • Normativa europea EN 149:2001: in base a questa normativa gli apparecchi monouso di protezione delle vie respiratorie che sono in grado di filtrare le particelle si dividono in tre classi:
        • FFP1: filtrazione minima dell’80% e penetrazione all’interno non superiore al 22%. Si tratta di dispositivi utilizzati principalmente come maschere antipolvere (bricolage e altri lavori).
        • FFP2: filtrazione minima del 94% e penetrazione all’interno non superiore all’8%. Sono dispositivi utilizzati principalmente nell’edilizia, nell’agricoltura, nell’industria farmaceutica e dal personale sanitario contro i virus influenzali, l’influenza aviaria, la SARS, la peste polmonare, la tubercolosi e, più recentemente, il COVID-19, impropriamente chiamato “coronavirus”.
        • FFP3: filtrazione minima del 99% e penetrazione all’interno inferiore al 2%. Le maschere FFP3 sono quelle che offrono la migliore efficacia di filtrazione e proteggono anche contro particelle molto fini, come quelle di amianto.
      • Normativa americana: negli Stati Uniti le maschere di protezione respiratoria devono rispettare i requisiti stabiliti dal NIOSH (National Institute for Occupational Safety and Health). Questa normativa prevede che le maschere vengano classificate in base al loro grado di resistenza all’olio, rappresentato, a seconda della classe, dalla lettera N, R o P. Il numero che segue queste lettere indica invece la percentuale di filtrazione delle particelle in sospensione. Le maschere di protezione, di conseguenza, possono essere suddivise in:
        • Classe N: nessuna resistenza all’olio. All’interno di questa classe, si possono distinguere mascherine di tipo N95, N99 e N100.
        • Classe R: resistenza all’olio non superiore a 8 ore. All’interno di questa classe, si possono distinguere mascherine di tipo R95, R99 e R100.
        • Classe P: resistenza totale all’olio. All’interno di questa classe, si possono distinguere mascherine di tipo P95, P99 e P100.

    Mascherine chirurgiche:

    • EN 14683: Tipo I, tipo II, tipo R
    • ASTM: Livello 1, 2 e 3

    Maschere di protezione:

    • EN 149: FFP1, FFP2, FFP3
    • NIOSH: Classe N, Classe R, Classe P
  • Quali sono le mascherine che proteggono contro le malattie contagiose e i virus?

    Qualora rischino di entrare in contatto con persone affette da malattie contagiose, comprese quelle di origine virale, gli operatori sanitari devono indossare maschere che offrono loro un adeguato livello di protezione. Qui di seguito esaminiamo i casi specifici di tubercolosi, coronavirus, SARS e H1N1 e attacchi biologici.

    • Tubercolosi:
      • Paziente con tubercolosi in fase contagiosa: è necessario indossare una maschera chirurgica per evitare che le goccioline di saliva o le secrezioni delle vie aeree superiori proiettate durante l’espirazione contaminino l’ambiente e le persone che si trovano nelle vicinanze del paziente.
      • Operatori sanitari e visitatori: devono indossare almeno una maschera di protezione FFP1, oppure, in caso di tubercolosi multiresistente o di situazione ad alto rischio (intubazione, procedure di tosse, ecc.), una maschera di protezione FFP2.
    • CODIV-19 (impropriamente chiamato “coronavirus”), SARS, H1N1:
      • Paziente infetto: al minimo sospetto di contagio, il paziente dovrà iniziare ad indossare una maschera chirurgica.
      • Personale medico-sanitario: deve indossare come minimo una maschera di protezione di classe FFP2, oppure, qualora esista il rischio di un contatto con pazienti infetti o potenzialmente infetti, una mascherina FFP3 al fine di ottenere la massima filtrazione di particelle e aerosol.
    • Attacchi biologici di tipo antrace: è consigliato portare una maschera protettiva FFP3.
  • Mascherina monouso o riutilizzabile: quale utilizzare?

    Maschera respiratoria con filtro amovibile della marca Honeywell

    Le mascherine chirurgiche sono dispositivi monouso. Affinché vengano smaltite correttamente, dopo essere state utilizzate devono essere gettate negli appositi contenitori. Per quanto riguarda le maschere protettive, possono essere monouso o riutilizzabili. Le maschere riutilizzabili, più precisamente, sono dotate di un filtro che, una volta saturo, dovrà essere sostituito. Il periodo di efficacia della filtrazione delle maschere chirurgiche e protettive è indicato dal produttore e varia a seconda delle circostanze d’uso.

    In generale, le maschere sono efficaci per un periodo che va da tre a otto ore di utilizzo, a seconda della concentrazione della sostanza contaminante e di una serie di fattori esterni, come l’umidità e la temperatura ambiente, il volume dell’aria ispirata, ecc.

    L’utente che ha indossato una maschera protettiva con filtro antigas ma che, ciò nonostante, inizi a percepire l’odore del gas deve immediatamente abbandonare la zona e sostituire il filtro della maschera. Lo stesso vale per i filtri antipolvere: se l’utilizzatore inizia a notare un aumento dello sforzo inspiratorio deve abbandonare la zona e sostituire il filtro. Queste maschere sono utilizzate principalmente da persone che lavorano a contatto con sostanze chimiche nonché dai vigili del fuoco.

  • Come si utilizza una mascherina?

    Ci sono alcune precauzioni da prendere quando si indossa una maschera chirurgica o protettiva. Ecco le più importanti:

    • Togliere la maschera dalla confezione e poggiarla sul viso e tenderla, a seconda del modello, tirando esclusivamente sugli elastici o sui lacci.
    • Verificare che l’orientazione della mascherina sia corretta: la mascherina ha generalmente una barretta interna che va poggiata e modellata intorno al ponte del naso. Le marcature apposte dal produttore, invece, si trovano generalmente sulla superficie esterna della maschera. Qualora non vi siano marcature, poggiare sul viso la parte più imbottita della mascherina.
    • Aprire bene la maschera, poggiarla sul viso in maniera che copra naso, bocca e mento, e fissarla facendo passare gli elastici o i lacci dietro la parte superiore della testa e la nuca.
    • Nel caso delle maschere di protezione, per verificare se la maschera è stata messa correttamente basta coprire il filtro con le mani e inspirare lentamente: se la maschera aderisce al viso, significa che è ben posizionata, mentre se non aderisce significa che non si crea un vuoto d’aria, che l’aria continua a filtrare all’interno, e che quindi non è stata messa correttamente.
    • Una volta indossata la maschera non dovrà più essere spostata o riposizionata se non al momento in cui verrà rimossa.
    • Per quanto riguarda lo smaltimento, le mascherine monouso dovranno essere depositate immediatamente negli appositi contenitori, subito dopo essere state rimosse.
    • Cambiare mascherina regolarmente: almeno ogni 3 ore per le maschere chirurgiche, o prima se ha ricevuto degli spruzzi di liquidi bioligoci; ogni 3-8 ore per le maschere di protezione.
    • Lavarsi le mani prima e dopo aver indossato la maschera.
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4 commenti
  • Giampiero ha detto:

    Molto esauriente

  • laura ha detto:

    In una delle tante pag. che spiegano le modalità di contagio c’è scritto che il covid si può contrarre anche così:” …una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti, in qualsiasi direzione, di un
    caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri
    dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto (qualora il caso indice
    abbia una sintomatologia grave od abbia effettuato spostamenti all’interno dell’aereo,
    determinando una maggiore esposizione dei passeggeri, considerare come contatti stretti tutti i
    passeggeri seduti nella stessa sezione dell’aereo. ” Considerando che un aereo o un treno moderno sono ambienti chiusi con aria condizionata anche, mi chiedevo se sia più opportuna una ffp3 o va bene anche una ffp2.

  • Simona ha detto:

    Buongiorno, vorrei sapere se esistono mascherine trasparenti certificate, da utilizzare come le mascherine chirurgiche, ma che consentano alle persone non udenti di leggere il labiale in sicurezza.
    Grazie
    Simona

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