Come scegliere uno stimolatore cardiaco impiantabile

Gli stimolatori cardiaci impiantabili, conosciuti anche come dispositivi cardiaci impiantabili, sono dispositivi medici destinati ad essere impiantati in pazienti con disturbi del ritmo cardiaco, spesso causati da problemi di innervazione del cuore.

Dispositivi cardiaci impiantabili: vedi i prodotti

  • Quale stimolatore cardiaco per quale patologia?

    ICD Biotronik

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    I dispositivi cardiaci impiantabili vengono impiantati in pazienti con patologie quali bradicardia, tachicardia, aritmia, insufficienza cardiaca e fibrillazione auricolare, nonché in caso di arresto cardiaco improvviso,

    • Bradicardia: si tratta di una malattia associata ad un battito cardiaco anormalmente lento. In questo caso, nel cuore del paziente viene impiantato un pacemaker. Se il cuore di un paziente adulto sano batte in media 60-80 volte al minuto, quello di un paziente affetto da bradicardia registrerà invece meno di 60 battiti al minuto. Il suo cuore, di conseguenza, non è in grado di pompare sangue carico d’ossigeno in quantità sufficienti per alimentare l’organismo.
    • Tachicardia: è una malattia associata ad una frequenza cardiaca anormalmente elevata (più di 100 battiti al minuto a riposo) Poiché il cuore non è più in grado di pompare efficacemente il sangue agli altri organi, al paziente viene impiantato un defibrillatore cardioverter (ICD).
    • Aritmia: il cuore ha un battito cardiaco irregolare e non pompa più  il sangue in modo efficiente. In questi casi si preferisce optare per un dispositivo di risincronizzazione cardiaca (CRT).
    • Fibrillazione auricolare: è la forma più comune di aritmia. In essa, generalmente, gli atri si contraggono troppo velocemente e le loro contrazioni non sono sincronizzate. In caso di fibrillazione auricolare i chirurgi optano generalmente per un dispositivo di risincronizzazione cardiaca combinato con un pacemaker (CRT-P).
    • Arresto cardiaco improvviso: in caso di arresto cardiaco, il chirurgo opterà per un defibrillatore cardioverter impiantabile (ICD).
    • Insufficienza cardiaca: il muscolo cardiaco è danneggiato e non è più in grado di pompare il sangue in maniera efficace. In caso di insufficienza cardiaca, i chirurgi hanno ricorso a un dispositivo di risincronizzazione cardiaca combinato con un defibrillatore (CRT-D).
  • Quali sono i diversi tipi di dispositivi cardiaci impiantabili?

    Pacemaker Vitatron

    Pacemaker Vitatron

    Esistono tre tipi principali di dispositivi cardiaci impiantabili: i dispositivi di risincronizzazione cardiaca (CRT), i pacemaker impiantabili (IPP) e i defibrillatori cardioverter impiantabili (ICD).

    • Dispositivi di risincronizzazione cardiaca (CRT): i CRT inviano impulsi elettrici di bassa intensità ai ventricoli destro e sinistro per aiutarli a sincronizzarsi. Questo permette al cuore di pompare meglio il sangue ossigenato verso il resto del corpo. A seconda dello stato di insufficienza cardiaca del paziente possono essere utilizzati due tipi di dispositivi diversi:
      • Dispositivo cardiaco per terapia di risincronizzazione cardiaca (CRT-P);
      • Defibrillatore per terapia di risincronizzazione cardiaca (CRT-D).
    • Pacemaker: i pacemaker inviano segnali elettrici al cuore per aumentare la frequenza cardiaca e alleviare così i sintomi della bradicardia
    • Defibrillatori cardiaci impiantabili (ICD): gli ICD vengono utilizzati per monitorare costantemente il ritmo cardiaco di un paziente, 24 ore al giorno. Se il battito cardiaco è troppo veloce o irregolare, il dispositivo invia segnali elettrici di bassa intensità per correggerlo. Se, tuttavia, la frequenza cardiaca continua ad essere troppo alta, l’ICD eroga una scossa elettrica in grado di riportare il cuore del paziente ad un ritmo normale.
  • Come si impianta uno stimolatore cardiaco

    CRT-D Medtronic

    CRT-D Medtronic

    La posa dei dispositivi cardiaci non richiede un intervento a cuore aperto. Poiché il dispositivo, infatti, viene impiantato per via sottocutanea nella zona sottoclavicolare, la maggior parte dei pazienti può tornare a casa entro 48 ore dall’intervento. La durata totale dell’intervento è di circa un’ora.

    L’operazione può essere suddivisa in più fasi:

    • Al paziente viene somministrato un anestetico locale o, se necessario, un anestetico generale.
    • Nella parte superiore del torace, appena sotto la clavicola, viene praticata un’incisione lunga 5-10 cm.
    • Un’incisione in una vena (femorale o succlavia) permette di inserire nel cuore uno o più elettrocateteri a cui viene collegato il dispositivo.
    • Il dispositivo viene quindi inserito, generalmente in posizione retropettorale, dopo essere stato programmato e testato.
    • Una volta installato l’impianto, le incisioni vengono suturate.
  • Qual è la durata della batteria di un dispositivo cardiaco impiantabile?

    Le batterie allo ioduro di litio dei dispositivi cardiaci impiantabili durano in media tra i sei e gli otto anni e pesano meno di 30 g.

    La sostituzione di questa batteria, di solito, richiede una nuova incisione cutanea, praticata nel punto della precedente incisione sul torace. Ad essere sostituita è solo la scatola con la batteria. A causa dell’alto rischio di complicazioni dovute alla loro rimozione, i cateteri sono solitamente lasciati in loco, a meno che non sopravvengano complicazioni, ad esempio un’infezione.

  • Quali sono i rischi associati ai dispositivi cardiaci impiantabili?

    Alcuni rischi sono presenti durante l’intervento, altri invece sopravvengono dopo l’installazione del dispositivo.

    • Rischi durante l’intervento chirurgico:
      • Rischi associati all’anestesia
      • Emorragia
      • Danni alle strutture adiacenti (tendini, muscoli, nervi)
      • Puntura polmonare o venosa
      • Danni al cuore (perforazione o danni ai tessuti)
      • Aritmie pericolose
      • Infarto
      • Formazione di un coagulo di sangue
      • Ictus
      • Decesso
    • Rischi dopo l’impianto del dispositivo cardiaco:
      • Infezione
      • Erosione della pelle in prossimità del dispositivo
      • Spostamento del dispositivo dal sito iniziale
      • Spostamento della/e sonda/e nel cuore
      • Irritazione dei tessuti circostanti, compresi il tessuto cardiaco e i nervi, a causa degli elettrodi localizzati sugli elettrocateteri o a causa degli impulsi di stimolazione
      • Malfunzionamento del dispositivo dovuto a shock meccanici o interferenze elettromagnetiche.
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